Navigare in acque sconosciute è sempre motivo di preoccupazione, soprattutto per chi non ha grande esperienza marittima.

Villasimius ha un pregio che poche località costiere possono vantare, infatti, grazie alla posizione di Capo Carbonara che separa idealmente i venti occidentali da quelli orientali, troverete sempre un ridosso per la vostra escursione.

Il personale della Blu&Blu, subito dopo il check-in, vi mostrerà il migliore itinerario in base alle condizioni meteo e, grazie ai telefoni cellulari, sarà in grado di seguirvi e consigliarvi in ogni momento della giornata.

Questa guida vuole illustrarvi i luoghi migliori da visitare a secondo del vento e delle onde, naturalmente con condizioni meteo che permettono l’uscita.

 

MAESTRALE –NW

Alzi la mano chi non ha mai affrontato il maestrale durante una vacanza in Sardegna.

Moltissime leggende e vicende sono legate a questo vento che investe la nostra isola con un’intensità che a volte supera i 100 chilometri orari.

Sfatiamone subito una: il maestrale non sa contare! Quante volte avrete sentito dire che, una volta iniziato, finirà il terzo, quinto o settimo giorno. Le perturbazioni non conoscono il concetto di pari e dispari, il vento finirà quando deve finire.

“In Sardegna c’è sempre Maestrale!” Non è vera neanche questa affermazione, se facciamo una media annuale, infatti, il vento più frequente è il Grecale, cioè Nord-Est.

Sicuramente dobbiamo temerlo e affrontarlo con prudenza, ma se il mare e il cielo della Sardegna sono cosi limpidi e puliti, lo dobbiamo in massima parte alla sua forza ed intensità.

Villasimius non è esente dai suoi capricci, fortunatamente, come tutta la costa est dell’isola, è abbondantemente ridossata dalle onde che di solito produce.

USCITA

L’uscita mattutina dal porto non causa particolari problemi, a parte qualche spruzzo inaspettato. Appena passato Capo Carbonara lo scenario cambierà radicalmente, il mare si farà liscio come l’olio e i colori dell’acqua e della terra saranno molto più accesi e chiari. Potrete scegliere se accostare a sinistra verso la bellissima spiaggia di Porto Giunco, passando per la vecchia cava di granito, o virare a destra e visitare l’isola dei Cavoli, dove si trova, a 10 metri di profondità, la statua della Madonna del Naufrago

Costeggiando verso nord navighiamo in sicurezza lungo le spiagge di Timi Ama e Simius, superiamo la splendida Punta Molentis e arriviamo alla spiaggia di Cala Pira passando per la famosa “Piscina” e Punta Porceddus.

Proprio superando Punta Molentis si apprezza al meglio una giornata di Maestrale, le colline alte sul mare, infatti, impediscono alle raffiche di vento di abbattersi sulle imbarcazioni e rendere insicura la navigazione o la sosta, il mare si trasforma in una vera e propria piscina e l’unica preoccupazione è quella di non scottarsi.

L’uscita pomeridiana è un po’ più impegnativa, il vento sale quasi sempre d’intensità nelle ore centrali della giornata quindi appena usciti dal porto è meglio raggiungere al più presto il riparo delle colline sopra la spiaggia di Campus.

Le soluzioni sono due: si resta lungo quel tratto di costa e si visitano le tante spiagge fino a Capo Boi o si naviga ridossati verso nord fino a, quando, dopo la virata, si fa rotta verso Capo Carbonara con il classico “vento in poppa”.

Oltrepassato Capo Carbonara rimane tutto tale e quale all’uscita mattutina, forse è il caso di valutare se visitare l’isola dei Cavoli o no visto che il passaggio nel canale formato dall’isola e il capo può essere difficoltoso per i meno esperti.

RIENTRO

Il rientro al porto di Villasimius durante una giornata di maestrale intenso è sicuramente un momento difficile anche per un marinaio esperto.

La cosa migliore da fare è ormeggiarsi a Porto Giunco e aspettare che la forza del vento diminuisca, se ciò non avviene o se non si è sicuri di affrontare la navigazione basta comporre il nostro numero di telefono e nel giro di pochi minuti il nostro personale vi riporterà al porto.

I marinai più esperti, se le condizioni lo permettono, possono invece cimentarsi nella via del rientro. Le regole da rispettare sono poche, ma molto importanti, dovete considerare che in mare un piccolo inconveniente, in determinate circostanze, si può trasformare in un enorme problema.

Prima di lasciare il vostro approdo assicuratevi di avere abbastanza carburante per arrivare al porto, mettete in chiaro la cima dell’ancora e sistemate quest’ultima sopra la cima stessa, controllate di avere il telefono carico e sistematelo in un posto impermeabile e vicino a voi, verificate che i salvagente siano facilmente raggiungibili e .soprattutto, che i vostri eventuali accompagnatori siano dei buoni nuotatori.

Il tratto fino al Capo Carbonara non presenterà alcun problema, ma appena superato le prime onde si faranno sentire, non preoccupatevi, come detto prima, il canale è sicuramente il punto dove il moto ondoso è più ripido.

La luce del pomeriggio, riflettendosi sul mare, vi darà l’impressione che il vento sia più forte di quello che è in realtà, quindi proseguite almeno per 300 metri per verificare la reale condizione, se vi rendete conto che è oltre le vostre possibilità, virate e tornate indietro. Sempre meglio rinunciare che tentare.

Avete deciso di continuare? Bene! Puntate decisi verso Nord Ovest, proprio contro vento, superate le onde una per una senza accelerare troppo e mantenete la prua bassa (ricordate di spostare i pesi mantenendo l’imbarcazione bilanciata). Proseguite con questa rotta per almeno un miglio circa, appena vi rendete conto che, virando verso est-nord est, le onde vi arriveranno ai “giardinetti” (la parte della barca compresa tra la poppa e il traverso), cambiate rotta velocemente e accelerate fino a planare. Le onde più grosse dovrete “serfarle” ma sarà la parte più divertente del viaggio, ve lo assicuro. Tenete gli scogli di Cala Caterina e Santo Stefano alla vostra destra, più lontani possibile, in caso di avaria, infatti, avrete così il tempo di buttare l’ancora prima di avvicinarvi troppo alle rocce mettendo in pericolo voi, la barca e gli eventuali soccorritori.

Superato lo scoglio di Santo Stefano fate una virata verso destra e puntate diretti verso la vostra meta: la marina di Villasimius. Non allentate la concentrazione però. Fate attenzione alle onde che in questo ultimo tratto arriveranno da poppa e possono far deviare inaspettatamente la rotta della vostra imbarcazione prestando il fianco ai frangenti .

Finalmente, dopo un centinaio di metri farete il vostro ingresso in porto, bagnati ma soddisfatti.

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